Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha messo a disposizione 150 milioni di euro a fondo perduto per PMI e lavoratori autonomi che investono in cloud e sicurezza informatica. Si chiama Voucher Cloud e Cybersecurity 2026, ed è uno degli incentivi più concreti degli ultimi anni per la digitalizzazione delle imprese italiane.
Lo sportello per presentare le domande non è ancora aperto: aprirà nella seconda metà del 2026, con data da definire. Ma i fondi vengono assegnati in ordine cronologico, chi arriva prima viene servito prima. Chi si prepara adesso, quando lo sportello apre, è già pronto.
In breve: contributo a fondo perduto del 50% tra 2.000 e 20.000 euro per acquistare servizi cloud, cybersecurity, email professionale, storage, VPS e molto altro. Possono richiederlo PMI e lavoratori autonomi italiani con connessione internet di almeno 30 Mbps. I servizi devono essere acquistati da fornitori iscritti nell’elenco ufficiale del MIMIT.
Cos’è il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026
Il Voucher Cloud e Cybersecurity è un contributo a fondo perduto istituito dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). La misura ha una dotazione complessiva di 150 milioni di euro, di cui circa 71 milioni riservati alle imprese del Mezzogiorno.
Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili, con un contributo minimo di 2.000 euro e massimo di 20.000 euro per beneficiario. Questo significa che un’azienda può realizzare un piano di investimento fino a 40.000 euro e ottenere metà dell’importo come contributo pubblico a fondo perduto, senza obbligo di restituzione.
L’obiettivo dichiarato è favorire la transizione digitale delle imprese italiane, incentivando l’adozione di soluzioni tecnologiche nuove o più avanzate rispetto a quelle già in uso. Il voucher non finanzia il rinnovo di ciò che si ha già: finanzia un upgrade reale e misurabile.
Ogni soggetto beneficiario può presentare una sola domanda. Vale quindi la pena pianificare con cura il piano di spesa per valorizzare al massimo il plafond disponibile.
Chi può richiederlo
Possono accedere al contributo le PMI e i lavoratori autonomi operanti su tutto il territorio nazionale, inclusi i professionisti iscritti agli ordini e quelli con sola Partita IVA attiva. I requisiti principali al momento della domanda sono:
- Essere iscritti al Registro delle Imprese (per le PMI) o avere Partita IVA attiva (per i lavoratori autonomi)
- Essere in regola con gli obblighi fiscali e contributivi
- Non essere in stato di liquidazione, fallimento o altre procedure concorsuali
- Disporre di una connessione internet con velocità minima in download di 30 Mbps
- Avere una copertura assicurativa contro i rischi catastrofali
- Avere plafond de minimis disponibile (il voucher rientra nel regime de minimis UE)
- Acquistare servizi nuovi o significativamente migliorativi rispetto a quelli già in uso
- Acquistare esclusivamente da fornitori iscritti nell’elenco ufficiale del MIMIT
Sono escluse le imprese operanti nei settori dell’agricoltura primaria e della pesca. Il piano di spesa deve avere un valore minimo di 4.000 euro.
Il contributo è cumulabile con altri incentivi come Transizione 5.0, Nuova Sabatini o credito d’imposta 4.0, nei limiti del regime de minimis. Per progetti complessi è consigliabile una verifica preventiva con il proprio commercialista.
Cosa si può acquistare con il voucher
Le spese ammissibili sono divise in cinque categorie. È possibile combinare più categorie nello stesso piano di spesa, con un’unica limitazione: i servizi professionali non possono superare il 30% del totale.
Categoria A: hardware cybersecurity
- Firewall e firewall di nuova generazione (NGFW)
- Router e switch sicuri
- Dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS)
Categoria B: software cybersecurity
- Antivirus e antimalware
- Software di monitoraggio delle reti
- Soluzioni di crittografia dei dati
- Sistemi SIEM
- Software di gestione delle vulnerabilità
Categoria C: servizi cloud IaaS e PaaS
- Virtual machine e VPS
- Server dedicati
- Storage e backup
- Database
- Connettività VPN e protezione DDoS
- Piattaforme hosting gestite
Categoria D: servizi cloud SaaS
- Software di contabilità, ERP, CRM, HRM
- Strumenti di produttività e e-commerce
- CMS e gestione contenuti
- Email professionale, PEC, SMTP
- Archiviazione digitale
Categoria E: servizi professionali (max 30% del piano)
- Configurazione, monitoraggio e supporto continuativo legati ai servizi acquistati
- Migrazione dati e ambienti applicativi
- Non è ammessa la formazione
I servizi possono essere acquistati tramite acquisto diretto (da completare entro 12 mesi dalla concessione) oppure tramite abbonamento con durata minima di 24 mesi. Le due modalità possono essere combinate nello stesso piano di spesa.
Quando aprirà lo sportello per le imprese
La procedura si svolge in due fasi distinte.
La Fase 1, dedicata all’accreditamento dei fornitori, si è svolta dal 4 marzo al 23 aprile 2026. L’elenco dei fornitori abilitati verrà pubblicato entro il 22 giugno 2026.
La Fase 2, dedicata alle domande delle PMI e dei lavoratori autonomi, aprirà successivamente alla pubblicazione dell’elenco, con tempi e modalità definiti da un ulteriore decreto direttoriale. Le domande saranno gestite con procedura a sportello in ordine cronologico: chi presenta prima ha più probabilità di ottenere il contributo, fino a esaurimento dei fondi disponibili.
Prepararsi in anticipo significa identificare i servizi da acquistare, verificare che il fornitore sia nell’elenco ufficiale, e avere il piano di spesa pronto nel momento in cui lo sportello apre.
Come accedere al voucher in 4 step
- Verifica i requisiti: controlla con il tuo commercialista di essere PMI o professionista con Partita IVA attiva, di avere regolarità fiscale, connettività di almeno 30 Mbps, copertura assicurativa catastrofale e plafond de minimis disponibile.
- Definisci il progetto con il tuo fornitore: analizza la tua infrastruttura attuale e identifica le aree di upgrade finanziabili. Il bando richiede che il preventivo evidenzi lo stato di partenza e il miglioramento tecnologico previsto.
- Presenta la domanda al MIMIT: appena si aprirà lo sportello, carica sul portale il preventivo del fornitore, il piano di spesa, le visure, la dichiarazione de minimis e la descrizione del progetto.
- Attiva i servizi e ricevi il contributo: ricevuta l’autorizzazione, il fornitore attiva i servizi. Il contributo può essere erogato in due tranche (la prima al raggiungimento del 50% del piano) oppure in un’unica soluzione a conclusione del progetto.
Tre profili di investimento orientativi
Per aiutarti a capire cosa costruire con il voucher, ecco tre profili di investimento tipici in ordine crescente di complessità. Le fasce di spesa sono indicative: ogni piano va costruito sulle esigenze reali dell’impresa.
Profilo 1: libero professionista o micro-impresa
Obiettivo: consolidare presenza online, posta elettronica professionale e backup. Tipicamente: hosting, caselle email con dominio proprio, PEC, cloud storage per i documenti di lavoro, configurazione iniziale.
Fascia di spesa indicativa: 4.000 a 8.000 euro. Contributo voucher: 2.000 a 4.000 euro.
Profilo 2: piccola o media impresa
Obiettivo: migrare applicazioni in cloud, introdurre desktop remoto per lo smart working, rafforzare backup e sicurezza delle comunicazioni. Tipicamente: VPS cloud, desktop remoto per più utenti, object storage, suite email completa con archiving, SMTP per invii massivi, supporto continuativo.
Fascia di spesa indicativa: 12.000 a 25.000 euro. Contributo voucher: 6.000 a 12.500 euro.
Profilo 3: azienda strutturata
Obiettivo: infrastruttura ad alta disponibilità e continuità operativa per workload mission-critical. Tipicamente: cluster di virtualizzazione, server dedicati enterprise, storage distribuito, archiving documentale completo, progetto di migrazione e gestione continuativa.
Fascia di spesa indicativa: 30.000 a 40.000 euro. Contributo voucher: fino a 20.000 euro.
HostingPerTe è fornitore accreditato: i servizi finanziabili
HostingPerTe (Armada S.r.l.) ha presentato domanda di accreditamento nell’elenco fornitori del MIMIT. Armada opera dal 2004 ed è uno dei pochi provider italiani con certificazioni ISO 9001, ISO 27001, ISO 27017 e ISO 27018: le ultime due specifiche per la sicurezza dei servizi cloud e la protezione dei dati personali, e richieste esplicitamente dal bando per i servizi IaaS e PaaS.
I servizi HostingPerTe che rientrano nelle categorie finanziabili sono:
Categoria C: IaaS e PaaS
- VPS ECO, VPS SSD, Cloud VPS, VPS CloudMail, Desktop Remoto
- Server Dedicati Standard, Professional ed Enterprise
- VMware Virtual Cluster e Proxmox Virtual Cluster
- Cloud Storage, Secure Storage, Cloud Object Storage S3-compatible
- Hosting Linux, Hosting WordPress, Hosting E-commerce, Hosting Reseller
Categoria D: SaaS
- Professional Mail, SMTP Dedicato, PEC
- Email Archiving, PEC Archiving
Categoria E: servizi professionali
- Migrazione dati e ambienti CMS
- Configurazione e hardening infrastruttura
- Supporto WordPress e PrestaShop
- Sviluppo siti web e codice custom
- Monitoraggio e supporto continuativo
Se vuoi capire se il tuo progetto è finanziabile e costruire un piano di spesa coerente con i requisiti del bando, puoi contattarci direttamente per un confronto senza impegno. Per esplorare i servizi HostingPerTe finanziabili visita hostingperte.it.
Domande frequenti
Posso usare il voucher per rinnovare servizi che ho già?
No. Il bando finanzia esclusivamente servizi nuovi o migliorativi rispetto a quelli già in uso. Il semplice rinnovo non è ammissibile. Un upgrade significativo, ad esempio il passaggio da hosting condiviso a VPS cloud, o l’aggiunta di object storage e email archiving, rientra invece pienamente nelle spese ammissibili.
Posso combinare più fornitori nello stesso progetto?
Sì. Il bando consente esplicitamente di combinare più fornitori, a patto che ciascuno sia iscritto nell’elenco MIMIT. Ad esempio puoi acquistare VPS e email da un provider cloud e un firewall NGFW da un vendor specializzato in cybersecurity.
I servizi professionali possono coprire l’intero progetto?
No. I servizi professionali (configurazione, supporto, consulenza) possono rappresentare al massimo il 30% del piano di spesa. Il restante 70% deve essere destinato a hardware, software o servizi cloud e SaaS.
Il voucher si cumula con altri incentivi?
Il contributo è in regime de minimis ed è cumulabile con altri aiuti come Transizione 5.0, Nuova Sabatini o credito d’imposta 4.0, nei limiti previsti dalla normativa UE. Per progetti complessi è consigliabile una verifica preventiva con il proprio commercialista.
Quante domande posso presentare?
Una sola domanda per soggetto beneficiario. È quindi importante pianificare con cura il piano di spesa per valorizzare al massimo il plafond di 20.000 euro di contributo.
Come funziona l’erogazione del contributo?
Il contributo può essere erogato in un’unica soluzione a fine progetto, oppure in due tranche: la prima al raggiungimento del 50% del piano di spesa, la seconda a conclusione con rendicontazione finale.
Conclusione
Il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 è uno degli incentivi più accessibili degli ultimi anni per le piccole imprese italiane: contributo a fondo perduto, soglia di ingresso bassa, ampia gamma di servizi finanziabili. Il limite principale è che i fondi sono limitati e l’assegnazione è cronologica.
Chi arriva preparato quando lo sportello apre ha un vantaggio reale rispetto a chi inizia a informarsi dopo. Identificare i servizi, scegliere un fornitore accreditato e definire un piano di spesa sono operazioni che si possono fare adesso, prima che i 150 milioni vengano assegnati.
